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  • Come l’AI ha cambiato il mio workflow di sviluppo

    Qualche settimana fa ho deciso di rifare il mio sito da zero. Non un restyling, non un nuovo tema: proprio da zero, con un approccio completamente diverso da quello che uso ogni giorno con i clienti.

    Il risultato è quello che stai guardando adesso. E il processo mi ha sorpreso più di quanto mi aspettassi — non solo per il risultato finale, ma per il modo in cui ci sono arrivato.

    Lavorare con l’AI: cosa vuol dire davvero

    Si parla molto di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Spesso in modo astratto, spesso con toni apocalittici o eccessivamente entusiastici. Io ho preferito provarla sul campo, su un progetto reale, e trarre le mie conclusioni.

    Ho usato Claude AI — il modello di Anthropic — come assistente di sviluppo per l’intero progetto. In pratica funziona così: tu descrivi quello che vuoi ottenere, l’AI produce una proposta, tu la valuti, la testi e la adatti. Un ciclo continuo di intenzione e verifica.

    Non è magia. Non è nemmeno un sostituto della competenza tecnica — anzi, senza una base solida il rischio è accettare soluzioni che sembrano funzionare ma che nascondono problemi. Ma cambia il ritmo di lavoro in modo significativo: si passa più tempo a prendere decisioni e meno tempo a scrivere codice ripetitivo.

    Claude Code: l’AI che lavora direttamente sul progetto

    A metà lavoro ho iniziato a usare anche Claude Code, uno strumento che opera direttamente sui file del progetto dal terminale. È un salto di livello rispetto alla chat: invece di mostrargli un frammento di codice, lui legge l’intero progetto e interviene dove necessario.

    L’ho usato per la fase di revisione finale — controllo della sicurezza, ottimizzazione delle performance, eliminazione di codice duplicato. Operazioni che a mano avrebbero richiesto ore di lavoro metodico. Con Claude Code sono andate in meno di trenta minuti, con risultati precisi e verificabili.

    È lo stesso principio di avere un collega esperto che fa una code review seria sul tuo lavoro — solo che è disponibile sempre, non si stanca e non salta passaggi.

    Cosa ho imparato

    La lezione più importante è questa: l’AI è uno strumento potente, ma richiede direzione. Le decisioni su cosa costruire, come strutturarlo e perché — quelle le ho prese sempre io. L’AI ha eseguito.

    Ho imparato anche che la velocità ha un costo se non si sta attenti. Accettare troppe modifiche contemporaneamente senza testare nel mezzo crea problemi. Il metodo che ha funzionato meglio è stato procedere a piccoli passi, verificare spesso e mantenere sempre il controllo su quello che entrava nel progetto.

    Cosa significa per chi lavora con me

    Questo sito non è solo un portfolio — è anche una dimostrazione concreta di come lavoro oggi.

    I tempi di sviluppo si stanno accorciando. Un workflow che integra l’AI in modo intelligente permette di dedicare più attenzione alle cose che contano davvero: la strategia, l’esperienza utente, i dettagli che fanno la differenza tra un sito qualsiasi e uno che funziona davvero.

    Per i clienti questo si traduce in un vantaggio diretto: più qualità, tempi più prevedibili, meno sprechi.

    Se hai un progetto in mente e vuoi capire come posso aiutarti, sono sulla pagina Contatti o su LinkedIn.